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ME/CFS: quando ti senti sempre senza energie, anche se ti riposi

  • 6 Tempo di lettura min.
ME/CFS: Wenn der Akku leer bleibt, obwohl man sich ausruht

Perché la ME/CFS è molto più che semplice stanchezza

Molte persone associano inizialmente la ME/CFS alla stanchezza. In realtà, però, la malattia è decisamente più complessa. Chi ne soffre spesso ha una forte intolleranza allo sforzo, per cui anche le attività quotidiane possono peggiorare i sintomi.

È particolarmente evidente che spesso non si riesce a recuperare. Dormire, riposarsi o prendersela comoda non porta automaticamente a un miglioramento delle prestazioni. Ecco perché la ME/CFS spesso non influisce solo sulla resistenza fisica, ma su tutta la vita di tutti i giorni.

Oggi la ricerca ritiene che nella ME/CFS possano essere coinvolti diversi sistemi dell’organismo. Anche se le cause esatte non sono ancora del tutto chiare, la malattia è ormai considerata una patologia fisica da prendere sul serio e non una semplice stanchezza o una mancanza di resistenza.

Cause e correlazioni

La causa esatta della ME/CFS non è ancora del tutto chiara. I risultati delle ricerche attuali indicano però che potrebbero essere coinvolti contemporaneamente diversi sistemi dell’organismo. È proprio questa interazione a rendere la malattia così complessa e a spiegare perché si differenzia nettamente dalla normale stanchezza.

1. Le infezioni sono considerate un fattore scatenante frequente

Molte persone colpite raccontano che i primi sintomi sono comparsi dopo un’infezione virale. Spesso vengono citati, ad esempio, il virus di Epstein-Barr o il COVID-19.

Si ipotizza che, in seguito a tali infezioni, il sistema immunitario di alcune persone subisca uno squilibrio permanente. Ciò potrebbe innescare processi che mantengono i disturbi a lungo termine.

2. La produzione di energia delle cellule potrebbe essere compromessa

Una caratteristica centrale della ME/CFS è la resistenza fisicamente eccezionalmente bassa. Per questo motivo, i ricercatori stanno studiando da anni se la produzione di energia nelle cellule del corpo possa essere compromessa.

L’attenzione è rivolta in particolare ai mitocondri, considerati le “centrali energetiche delle cellule”. Se viene fornita meno energia, questo potrebbe spiegare perché anche uno sforzo minimo porta a un forte senso di spossatezza.

3. I cambiamenti nel sistema nervoso influenzano la resistenza

In molte persone affette si riscontrano segni di disturbi del sistema nervoso autonomo. Questo sistema controlla funzioni importanti come la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e la circolazione.

Se questo sistema va fuori equilibrio, possono insorgere disturbi come vertigini, tachicardia o una ridotta resistenza. Questo rende la vita quotidiana ancora più difficile.

4. Sembra che diversi fattori agiscano insieme

Probabilmente la ME/CFS non ha una causa singola. Al contrario, molti risultati di ricerca suggeriscono che infezioni, reazioni immunitarie, alterazioni metaboliche e processi neurologici siano collegati tra loro.

È proprio questa interazione che potrebbe spiegare perché la malattia si manifesta in modo diverso da persona a persona e perché la diagnosi rappresenta spesso una sfida.

Sintomi o segni tipici

La ME/CFS può manifestarsi in modo leggermente diverso in ogni persona. Tuttavia, ci sono alcuni disturbi che si presentano con particolare frequenza e contribuiscono in modo significativo al quadro clinico. In questo caso, non è determinante solo quali sintomi si manifestano, ma anche perché insorgono e quanto possono influenzare la vita quotidiana.

1. Lo sforzo può aggravare notevolmente i disturbi

La caratteristica centrale della ME/CFS è il cosiddetto malessere post-esercizio (PEM). Si tratta di un netto peggioramento dei sintomi dopo uno sforzo fisico o mentale.

La cosa particolarmente insidiosa è che questa reazione spesso si manifesta con un certo ritardo.

Anche attività che all’inizio sembrano non presentare problemi possono che, ore o giorni dopo, possono portare a un forte senso di spossatezza e a un peggioramento delle condizioni generali.

2. La concentrazione e la memoria possono essere compromesse

Molte persone colpite riferiscono di sintomi noti come “brain fog”. Tra questi ci sono problemi di concentrazione, rallentamento dei processi mentali o difficoltà nell’elaborazione delle informazioni.

Questi disturbi cognitivi possono complicare notevolmente la vita quotidiana e spesso si ripercuotono sul lavoro, sulla formazione e sulle attività sociali.

3. Il sonno spesso non porta a un riposo sufficiente

Sebbene molte persone con ME/CFS abbiano un maggiore bisogno di riposo, spesso non si sentono riposate dopo aver dormito. Spesso anche lunghi periodi di sonno non portano a un miglioramento tangibile dell’energia.

Questo può creare un circolo vizioso di stanchezza, ridotta resistenza e bisogno di dormire di più.

4. Problemi circolatori e disturbi fisici sono frequenti

Oltre alla stanchezza, spesso compaiono altri sintomi fisici. Tra questi ci sono vertigini, tachicardia, dolori muscolari e articolari o sintomi simili all’influenza.

Molti di questi disturbi sono probabilmente legati ai cambiamenti del sistema nervoso e alla regolazione dello stress che si osservano nella ME/CFS.

L’aggravarsi dei disturbi a causa dello sforzo, i problemi di concentrazione, il sonno non ristoratore e i problemi circolatori sono tra le caratteristiche tipiche della ME/CFS e possono compromettere notevolmente la qualità della vita.

Cosa aiuta nella vita di tutti i giorni?

La ME/CFS non si supera con più disciplina, più movimento o periodi di riposo più lunghi. Molte misure mirano quindi a distribuire l’energia disponibile nel modo più sensato possibile ed evitare ulteriori sforzi.

1. Riconoscere i propri limiti di sforzo

Una delle strategie più importanti nella ME/CFS è il cosiddetto pacing. In questo modo, chi ne soffre impara a distribuire consapevolmente l’energia a disposizione ed evitare il più possibile il sovraccarico.

L'obiettivo non è aumentare le prestazioni, ma ridurre le ricadute e i forti peggioramenti dei sintomi.

2. Pianificare le attività in modo realistico

Molte persone con ME/CFS traggono beneficio dal suddividere i compiti più grandi in piccoli passi. Fare pause regolari può aiutare a sfruttare meglio le riserve di energia disponibili.

In questo modo si riduce il rischio di superare i propri limiti di sopportazione senza accorgersene e di provocare un peggioramento dei disturbi.

3. Cercare di mantenere un ritmo quotidiano il più stabile possibile

I disturbi del sonno e una routine quotidiana irregolare possono aggravare ulteriormente i sintomi. Orari fissi per andare a dormire, pasti regolari e una routine quotidiana strutturata possono aiutare a dare al corpo un maggiore orientamento.

Anche se queste misure non curano la malattia, sono spesso percepite come di supporto.

4. Coltiva consapevolmente i contatti sociali

La ridotta capacità di sopportare lo stress porta spesso le persone colpite a isolarsi sempre di più. A lungo termine, però, questo può aumentare la sensazione di isolamento.

Per questo può essere utile adattare i contatti sociali alle proprie possibilità. Spesso brevi conversazioni, telefonate o incontri digitali sono più facili da gestire rispetto ad attività più lunghe.

5. Accettare il sostegno

La ME/CFS spesso influisce su molti aspetti della vita contemporaneamente. Il sostegno da parte dei propri cari, dei gruppi di auto-aiuto o dei professionisti del settore medico può aiutare ad affrontare meglio la vita quotidiana e a sentirsi meno soli di fronte alle sfide della malattia.

Naturale Supporto e piante medicinali

La ME/CFS è una malattia complessa che non può essere curata con singole piante medicinali. Nella medicina naturale, tuttavia, diverse piante vengono tradizionalmente utilizzate per favorire la rigenerazione, la resistenza e il benessere generale. Non sostituiscono l’assistenza medica, ma possono essere parte di un approccio olistico.

La radice di taiga, il biancospino, il rosmarino, l'arnica e la tuia sono tradizionalmente utilizzati nella medicina naturale per favorire la resistenza, la circolazione, la rigenerazione e il benessere generale in caso di stanchezza persistente.

  • La radice di taiga fa parte dei cosiddetti adattogeni. Viene tradizionalmente utilizzata nei periodi di stress fisico e mentale ed è spesso associata a resistenza e vitalità.
  • Il biancospino è usato da tempo per il cuore e la circolazione. Dato che i disturbi circolatori sono un problema per molte persone, questa pianta trova applicazione anche nei trattamenti naturopatici legati alla resistenza e al benessere.
  • Il rosmarino è tradizionalmente usato per sostenere la circolazione e la lucidità mentale. La pianta è particolarmente apprezzata nella medicina naturale soprattutto in caso di apatia e sensazione di spossatezza.
  • L'arnica è tradizionalmente utilizzata in caso di affaticamento fisico. Nelle applicazioni naturopatiche è spesso associata alla rigenerazione e al benessere generale.
  • La tuia è tradizionalmente utilizzata in diversi trattamenti naturopatici. Spesso l'attenzione è rivolta all'accompagnamento di persone i cui disturbi sono associati a sollecitazioni ricorrenti del sistema immunitario.

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